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INTERNATIONAL TRADE - Pignoramenti più snelli dal 10 gennaio 2015 in Europa (Reg. n° 1215/2012 UE «Bruxelles- I bis»).

Il 10 gennaio 2015 è entrato in vigore il Regolamento europeo n° 1215/2012 (chiamato «Bruxelles- I bis») che disciplina il riconoscimento delle decisioni straniere nonché l’esecuzione delle sentenze in materia civile e commerciale, all’interno dello Spazio Giuridico Europeo. Il Regolamento sostituisce il precedente (n° 44/2001), gran parte del quale è stato trasfuso nel testo delle nuove norme che dettano le regole per consentire l’attuazione in uno Stato Membro delle pronunce rese in giudizio in un altro Stato Membro dell’Unione europea. Il business commerciale, quindi, incontrerà meno ostacoli alla soddisfazione in concreto delle pretese creditorie. In particolare, spicca la questione dell’abolizione della procedura di exequatur, ovverosia della fase iniziale con cui, in via sommaria e de plano, il giudice nazionale verificava la sussistenza dei presupposti per l’attribuzione della esecutività della decisione adottata in uno Stato membro. L’art. 39 del Regolamento n° 1215/12 dispone: «la decisione emessa in uno Stato membro che è esecutiva in tale Stato membro è altresì esecutiva negli altri Stati membri senza che sia richiesta una dichiarazione di esecutività». 

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ORD. FORENSE - MP, «Mercato e concorrenza secondo Renzi» al centro del dibattito tra i Partner del network il 12 marzo 2015 a Roma. Il punto di vista di Frattallone.

(da MondoProfessionisti.eu, newsletter anno X - numero 42 - chiusa in redazione: giovedì 05 marzo 2015 alle ore 16:00)
 
Abbiamo incontrato a Palazzo Lavaggi-Sanfelice, sede di «View net Legal», Salvatore Frattallone che presiede il Board of Directors del network forense. 
Che ne pensa delle misure che il Premier Renzi e il Ministro Guidi intendono varare, come deciso nella riunione del Consiglio dei Ministri n° 51 dello 20 febbraio scorso? «Il delicato tema sarà discusso da tutti i Partners di View net Legal, che si riuniranno - unitamente al Consiglio Direttivo Nazionale del network - a Roma, il prossimo 12 marzo 2015. Il provvedimento governativo è stato salutato con favore dall’Antitrust, mentre è già stato oggetto di altalenanti prese di posizione da parte di talune componenti dell’Avvocatura e dei rappresentanti di altre professioni, ora entusiastiche, ora aspre, spesso livorose e contraddittorie». 
Per Frattallone «il Paese è ingessato da troppo tempo, è stato privato della possibilità di crescere e di evolvere. Non si risolvono le difficoltà dei 300.000 avvocati italiani - cui sono state erose, progressivamente ma in modo incessante, quote rilevanti di spazi professionali - concedendo loro gli spazi sottratti nottetempo ad altre professionalità. Sono orgogliosamente avvocato e non voglio morire notaio».

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INTERNATIONAL TRADE - Greenwood, Global Law summit: "can international law change the world?"

Presented by Judge Sir Christopher Greenwood, the British Judge at the International Court of Justice.

(Wednesday, 25 February 2015) To mark the Global Law Summit Judge Sir Christopher Greenwood, the British Judge at the International Court of Justice presented a lecture entitled ‘Can International Law change the world?’. The lecture was hosted at the Residence of the British Ambassador, Sir Geoffrey Adams, on Tuesday, 24 February. In attendance were Ambassadors in The Hague, Embassy legal advisers and other officials in the Hague-based courts and tribunals.

>>> Video-recording of the interview with Judge Sir Christopher Greenwood, the British Judge at the International Court of Justice

 

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INTERNATIONAL TRADE - Alpa, Global Law summit: Rule of law motore di crescita.

Global Law summit

(Intervento del presidente Guido Alpa al Global Law summit di Londra (23/25 February 2015, The Queen Elizabeth II Conference Centre, and Central Hall Westminster, London), da Newsletter C.N.F. n° 242 del 03.03.2015).

Per celebrare gli ottocento anni della Magna Carta Libertatum il Ministero della Giustizia inglese, gli ordini nazionali dei barristers e dei solicitors, insieme a alcuni dei grandi studi legali internazionali, hanno organizzato a Londra un Global Summit, che si è tenuto in questi giorni, a cui sono stati invitati più di mille giuristi. Il Summit non era dedicato alla ricognizione storica del documento, che per comune opinione, e per tradizione, costituisce il più significativo atto giuridico e politico volto a disegnare i principi della “Rule of law”, espressione con la quale si allude allo Stato di diritto di continentale concezione: le libertà fondamentali inerenti la persona, l’ assoggettamento di ogni imputato ad un processo legittimo, la soggezione alla legge di ogni potere, anche quello del monarca. Il documento storico - con le novità recenti determinate dalle scoperte d’archivio raccontate in modo gustoso da Vincent, TLS, nel fascicolo di Febbraio, a p.14 ss - in realtà riguardava la rivolta dei baroni contro Giovanni Senzaterra, ma i principi formulati nell’atto erano destinati ad avere effetto nei confronti di tutti gli individui. E storicamente a quel documento si sono poi rifatte le costituzioni moderne, come se quei principi fossero universali e atemporali. Prendendo lo spunto da quel primo embrionale documento costituzionale, il Summit ha posto ai giuristi la questione del significato attuale della Rule of Law e del suo futuro. 

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PENALE - La Consulta dichiara incostituzionale l'opposizione della p.o. al procedimento per decreto: le vittime di reato restano al palo.

Incostituzionalità dell'opposizione al d.p.c.La Corte Costituzionale, con Sentenza n° 23/2015 del 28.01.15 (Presidente: Criscuolo, Redattore: Napolitano) depositata il 27.02.2015, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale parziale dell’art. 459, co. 1, del codice di procedura penale, nella parte in cui, nel procedimento penale per decreto, nei casi di reati perseguibili a querela di parte, attribuiva la facoltà al querelante di opporsi alla definizione del procedimento con l'emissione del decreto penale di condanna, per violazione degli artt. 3 (canone di ragionevolezza) e 111 co. 2 (principio della ragionevole durata del processo) Cost. 

La Consulta, così, prosegue nell’opera di demolizione della presenza della parte civile nel processo penale, cancellando la norma che consentiva di evitare cospicui sconti di pena all’imputato (fino al dimezzamento della pena altrimenti irrogata) permettendo alla persona offesa, che avesse sporto querela, di essere presente al processo, di sostenere le ragioni dell’accusa apportando nuovo materiale probatorio durante l’istruttoria dibattimentale e  di chiedere e, spesso, ottenere la sua condanna senza doversi sobbarcare anche un separato giudizio civile (lungo, dispendioso e foriero di pronunce talvolta contrastanti col giudicato penale).  Quel che stupisce non è il disfavore dell’Ordinamento per le ragioni delle vittime dei reati. Questa è cosa risaputa, per coloro che varcano quotidianamente le soglie delle aule dei palazzi di giustizia italiani. 

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