Penale

PENALE - Diffida di pagamento e delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con minaccia alla persona ex art. 393 c.p.

intimazione di pagamento

La diffida dell’avvocato può assurgere a tentativo d'estorsione?

La diffida di un avvocato nei confronti della controparte, qualora presenti un contenuto apertamente minatorio, può integrare il reato di estorsione, anche solo tentata, unicamente nel caso in cui la gravità della minaccia abbia una portata tale da annullare la volontà del soggetto che la subisce. Viceversa, nel caso in cui le minacce, finalizzate a un'eventuale transazione, non raggiungano un tale effetto, verrà a configurarsi il meno grave reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Così precisa la sentenza n. 29585 dell’8 luglio 2019 della Seconda Sezione della Corte di Cassazione. Sono ravvisabili, peraltro, dei precedenti conformi (sul punto cfr. Cass. pen., Sez. II, 05.04.2017, n° 31725; id. 03.07.2018, n° 55137): la S.C., in particolare, ha avuto l'occasione di chiarire che una condotta di minaccia illecita realizzata da un legale al fine di tutelare l’interesse legittimo del proprio assistito nei confronti della controparte potrebbe integrare il delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle persone, distinguendo lòa diversa ipotesi in cui  addirittura i possa configurare un'estorsione. Nella fattispecie,

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PRIVACY - 14.04.20, Business Lounge Aerec: 'Droni e controllo digitale'

Avv. Salvatore Frattallone LL.M.

L'Avvocato Salvatore Frattallone ha illustrato, nel corso primo Business Lounge nazionale dell‘Accademia per le Relazioni Economiche e Culturali, il delicato rapporto tra l’uso degli aereomobili senza pilota e la disciplina della tutela dei dati personali, alla luce delle note emesse da ENAC interpretative del Regolamento vigente, di quelle del Viminale e del Garante europeo per la privacy. 

L‘Avvocato Salvatore Frattallone - penalista e cassazionista del Foro di Padova, chairman del network forense «View net Legal – The hi-touch lawyers network» nonchè  presidente del distretto «Lagunare NordEst» di AEREC - ha esposto i ruoli dei vari soggetti interessati dall’uso dei droni, in particolare da parte della Polizia Municipale, piloti e operatori Sarp. L’esperto ha poi inquadrato

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PENALE - Aleteia, 02.04.2020: 'Essere genitori durante le restrizioni del covid-19. I figli vengono prima'

Avv. Salvatore Frattallone LL.M. su aleteia.org

L'Avvocato Frattallone risponde alle domande più complicate poste da mamme e papà, anche quando sono separati.

da Aleteia.org ( Apr 02, 2020 Silvia Costantini )

In questi giorni di isolamento volontario o coatto sempre di più ci chiediamo se, e a che condizioni, sia consentito uscire di casa con i figli minorenni o per raggiungerli. 

Abbiamo interpellato lo Studio Frattallone & Partnes Law Firm. Questo il parere dell’avvocato Salvatore Frattallone, penalista e cassazionista del Foro di Padova, chairman del network forense «View net Legal – The hi-touch lawyers network» e presidente del distretto «Lagunare NordEst» di AEREC, l’Accademia per le relazioni economiche e culturali.

– Se i propri figli abitano in casa con i genitori, possono uscire fuori a giocare con entrambi?

– Avv. S. Frattallone: il 31 marzo scorso il Ministero dell’Interno ha emesso una circolare rivolta alle prefetture italiane, con cui ha fornito la propria interpretazione delle vigenti norme di legge relative al divieto di assembramento in luoghi pubblici o aperti al pubblico, le restrizioni agli spostamenti intercomunali e infracomunali e le prescrizioni sulle distanze interpersonali di almeno un metro e sull’attività motoria. Ma devo fare una premessa sull’efficacia delle circolari amministrative. Quella che sembrava, infatti, una timida apertura delle istituzioni – un segno di attenzione riservato alla famiglia e ai più piccoli – è stata però subito smentita dal premier.  

— Ci spieghi questa questione, perché vorremmo comprendere cosa provochi questa confusione e poi torneremo alle ripercussioni in ambito familiare.

– Avv. S. Frattallone: Cosa sono le circolari amministrative? Soltanto atti interni!

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PENALE - Aleteia, 29.03.2020: 'Dichiarare il falso? In quarantena, non è solo un problema di coscienza'

Avv. Salvatore Frattallone LL.M.

Le indicazioni dell’avvocato, per non commettere reato

da Aleteia.org ( Mar 29, 2020 | Silvia Costantini )

Uscire di casa in questi giorni di quarantena, potrebbe rappresentare non solo un rischio per la propria e altrui salute, ma un vero e proprio reato, specie quando nell’autocertificazione (documento necessario per poter mettere piede fuori casa) non si dichiarano i veri motivi dell’uscita. D’altra parte è sempre più complicato stare al passo delle ultime normative. 

Per poter capire come muoversi e orientarsi nella jungla di decreti, di regolamenti attuativi (D.p.c.m. e di singoli ministeri), di ordinanze di governatori regionali, di circolari, raccogliamo le indicazioni dell’avvocato Salvatore Frattallone, penalista e cassazionista del Foro di Padova, chairman del network forense «View net Legal – The hi-touch lawyers network» e presidente del distretto «Lagunare NordEst» di AEREC, l’Accademia per le relazioni economiche e culturali.

–Andare a fare una passeggiata, in tempi di allarme da coronavirus, è un reato?

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PENALE - 'La Giustizia ai tempi del coronavirus', di G. Stornaiuolo

giustizia

Riflessioni della Dott.ssa Giulia Stornaiuolo, Firm Partner dello Studio Frattallone & Partners Law Firm, in ordine alla normativa vigente alla data del 25.03.2020 in materia di termini, processi civili e penali e svolgimento telematico delle udienze.

L’emergenza del Cornavirus “Covid-19”, che ha investito il nostro Paese con un tasso di mortalità superiore rispetto agli altri Paesi europei ed internazionali, ha comportato l’adozione di provvedimenti e misure urgenti, ai fini del contenimento dello stesso, anche in materia giudiziaria.

Sul punto, il Decreto Legge “Cura Italia” del 8 marzo 2020, n. 11, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data summenzionata, rubricato “Misure straordinarie ed urgenti per contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell'attività giudiziaria”, ha introdotto delle considerevoli e necessitate disposizioni - con efficacia immediata -  in ordine  all’organizzazione e gestione dell’attività giudiziaria.

In particolare, da una prima disamina del Decreto Legge n. 11, del 8 marzo 2020, si evince come lo stesso intervenga su più fronti: dal differimento delle udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari (salvo le eccezioni previste al di cui Decreto, nella specie art. 2, comma 2, lett. g); alla sospensione dei termini processuali; alla limitazione e regolamentazione dell’accesso al pubblico negli uffici giudiziari (garantendo in ogni caso, secondo quanto disposto dall’art. 2 comma 2, lett. b, l’accesso ai cittadini limitatamente alle sole attività urgenti); alle modalità di svolgimento delle udienze non “differibili”, e, dunque “urgenti”, mediante videoconferenze con collegamento da remoto individuato e regolato con provvedimento dal Direttore Generale dei sistemi informativi e automatizzati dal Ministero della Giustizia.  

Come poc’anzi accennato,

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