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PRIVACY - Panorama.it "In rosa le vittime del cyberbullismo, la minaccia corre via chat".

Panorama.it

(da Panorama.it, rubrica Salute, ed. 15.11.2016

Roma, 15 nov. (AdnKronos Salute) - 'Bombardamento' di messaggi offensivi tramite sms, in chat o sui social per molestare una persona. Tra i ragazzi che usano il cellulare e internet, il 5,9 % ha denunciato di aver subito ripetutamente azioni di cyberbullismo. E più spesso le vittime sono ragazze: il 7,1% contro il 4,6% dei maschi. "I dati sono allarmanti - spiega l'Avvocato Salvatore Frattallone, penalista - Secondo l’ultimo rapporto Istat siamo di fronte ad epidemia silenziosa, che riguarda ragazzi di età compresa fra i 14 e i 17 anni". I cyberbulli, ricorda in una nota di View Net Legal, spesso sono persone che la vittima ha già conosciuto a scuola o nel proprio quartiere. 

Facebook, Instagram, Twitter, Snapchat, Ask sono solo alcuni dei social-network utilizzati dalla stragrande maggioranza degli adolescenti. Tuttavia il confine tra un comportamento scherzoso e uno offensivo non è così netto: raramente i giovani si rendono conto delle conseguenze delle loro azioni nel momento in cui mettono in rete immagini offensive o le inviano agli amici. Di pochi giorni fa è la pubblicazione di 'La nuova guida del Garante per la protezione dei dati personali, per insegnare la privacy e rispettarla a scuola', nel tentativo di responsabilizzare genitori, insegnanti e ragazzi al riguardo. "I comportamenti messi in atto dai cyberbulli sono i più disparati, e vengono attuati tramite internet, cosa che determina una rapida e dilagante diffusione della 'notizia'", ricordano i legali di View Net Legal. Dal dileggio al 'sexting', si tratta però di "comportamenti che rappresentano un vero e proprio reato", concludono i legali. 

vedi anche, sullo stesso tema, i seguenti link:

www.lasicilia.it

www.medisalute.it

www.healthdesk.it

www.mattinopadova.it

 

 

 

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PRIVACY - HuffPost, "Anziani maltratatti e abusati, un fenomeno spesso ignorato che interessa uno su dieci".

www.huffingtonpost.it, 14.10.2016, di Johann Rossi Mason

(da huffingtonpost.it, 13.10.2016, di Johann Rossi Mason*)   

Non deve essere un problema squisitamente italiano se anche il Cochrane si interessa al problema dei maltrattamenti e agli abusi sugli anziani. Alcune ricerche stimano che il problema interessi un anziano su dieci, un problema globale: atti singoli o reiterati di violenza fisica, psicologica o verbale, incuria o abbandono a danno di persone fragili a causa della loro età. Ed è un errore pensare che a perpetrare questi comportamenti siano badanti o personale di residenze sanitarie: le ricerche infatti rivelano che i persecutori sono nella maggior parte dei casi gli stessi parenti, figli in particolare. Abbandono, maltrattamenti, umiliazioni, botte ma anche abusi sessuali, economici e frodi sono ciò che può avvenire dietro a porte ben chiuse e che rende difficile e complesso squarciare un velo doloroso. Anziani spesso non autosufficienti, affetti da demenza vittime silenti. Situazioni talmente diffuse che un team Cochrane, un network internazionale indipendente che riunisce ricercatori e persone che hanno come interesse la salute delle popolazioni, ha messo a punto programmi specifici per prevenire e ridurre questi abusi odiosi.

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PRIVACY - Lavoro, il datore non può controllare indiscriminatamente e-mail e web.

Garante privacy

È consentita la verifica continua, da parte del datore di lavoro, degli accessi alla rete internet e alle e-mail eseguiti dai lavoratori? Il garante per la protezione dei dati personali è tornato sull'argomento, dopo l'entrata in vigore delle modifiche di legge allo Statuto dei Lavoratori, stabilendo che essa è vietata se massiva, continua, sistematica. I sistemi informatizzati di monitoraggio delle reti informative, infatti, possono colpire allievi universitari, professori e ricercatori ma anche i dipendenti. Conseguentemente, non è ammissibile che il datore, ricorrendo a sofisticate infrastrutture tecnologiche, si avvalga di software non strettamente necessari all'espletamento della prestazione di lavoro subordinato. 

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PRIVACY - Geolocalizzazione, il gps dell'istituto investigativo va notificato al Garante anche se l'uso è fraudolento.

g.p.s.

Un marito ha pedinato la moglie usando la tecnologia del g.p.s., che consente di rilevare la posizione geografica di persone od oggetti mediante una rete di comunicazione elettronica. L'utilizzo del g.p.s. sarebbe avvenuto a insaputa del detective privato, un cui dipendente avrebbe consegnato al marito sospettoso sia l'apparecchio satellitare sia, in un secondo tempo, la stampata dei tracciati del veicolo della donna, oggetto dei controlli "da remoto". Il Garante ha sanzionato l'investigatore privato, perché il trattamento dei dati personali della signora è stato effettuato illecitamente, atteso il difetto di notificazione al Garante, prescritta dagli artt. 37 e 38 del T.U. Privacy.  

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PRIVACY - Vanity Fair, «Ho spiato il cellulare di mia figlia, e lei mi ha beccato».

da vanityfair.it, News / Storie, 27.05.2016, di Monica Coviello

Rosa è riuscita a mettere sotto controllo l'account WhatsApp della figlia e a entrare nel suo profilo Facebook, ma è stata scoperta: «Quello che ho fatto è ingiusto». Ma è anche illegale, come ci spiega l'Avvocato

(da vanityfair.it, News / Storie, 27.05.2016, di Monica Coviello)

«Ero riuscita a tenere sotto controllo tutti i messaggi che mia figlia Amanda, 15 anni, scambiava su WhatsApp. “Rubandole” il telefono per qualche minuto, mentre faceva la doccia, sul mio computer avevo attivato WhatsApp Web. Non avevo avuto modo di accedere a Facebook, fino a quando non è entrata nel suo profilo dal mio computer: le credenziali sono state salvate e, fino al cambio password, ho potuto controllare che non ricevesse messaggi inopportuni». Rosa è una madre, come tante, che ha bisogno di controllare la figlia per sentirsi tranquilla e per sapere che Amanda è al sicuro.

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