Internazionale

INTERNATIONAL TRADE - Export compliance about Dual Use items: catch all and catch more clauses.

L’EU vorrebbe sempre poter avere il controllo su tutte le esportazioni. Ma ci sono dei beni, i cc.dd. Dual Use - ovverosia prodotti, inclusi il software e le tecnologie, che potrebbero essere adoperati sia in ambito civile che militare, che possono avere un utilizzo non esplosivo o che potrebbero venire impiegati per fabbricare di armi nucleari o altri congegni esplosivi nucleari -  che rientrano nel novero delle esportazioni rischiose, ai sensi del Regolamento (CE) n° 428/2009 (modificato con Reg. (EU) n° 388/12) e che, pertanto, sottostanno a un regime che è stato reso persino più rigoroso con l'entrata in vigore del nuovo Regolamento (EU) n° 2420/2015, che contiene l'elenco aggiornato dei Dual Use. 

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INTERNATIONAL TRADE - Esportatore, destinatario e utilizzatore finale dei beni duali.

Come può essere definito l’«esportatore» di beni Dual Use? Ne esiste una definizione autonoma o bisogna rifarsi alla nozione introdotta dal Codice Doganale? Davvero l’esportatore deve risalire, oltreché al destinatario delle merci, anche al loro utilizzatore finale nel Paese terzo? Per rispondere a questi interrogativi è indispensabile rifarsi al Capo (art. 2) del Regolamento CE n° 428/2009 (come modificato dal Reg. EU n° 338/2012 e dal Reg. EU n° 1232/2011), che 

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INTERNATIONAL TRADE - Controlli all'esportazione e beni Dual Use.

Ci sono dei beni che possono essere utilizzati per scopi civili, ma anche per scopi militari, quali armi di distruzione di massa (le così dette «WMD»). Questi beni, per l'appunto suscettibili di un uso «non convenzionale», sono definiti DUAL USE, ovverosia duali, e proprio la potenzialità intrinseca del loro possibile impiego alternativo, tale da mettere a rischio la sicurezza d'uno Stato o, comunque, da compromettere la pace collettiva, ne ha reso necessaria la regolamentazione,

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INTERNATIONAL TRADE - Roma, 08.07.2016 - Salvatore Frattallone é Accademico AEREC

AEREC, Roma, Camera dei Deputati, Sala Refettorio, 08.07.2016

Roma, 8 luglio 2016 - Nella suggestiva cornice della Sala del refettorio, alla camera dei Deputati, si è tenuta la 52° convocazione accademica della Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali, Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali, AEREC, che ha sede a Roma e Sezioni in tutta Italia. Favorire lo scambio di idee e di progetti di business, promuovendo incontri, convegni e missioni in Italia e all’estero, agevolando contatti con istituzioni politiche, diplomatiche, finanziarie e culturali a livello internazionale.

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INTERNATIONAL TRADE - Linkiesta, Daveri: "Pmi e Made in Italy - Il ruolo delle Pmi nei distretti industriali".

Quello delle PMI localizzate nei distretti è un fenomeno tutto italiano, che gli altri Paesi ci invidiamo, per la duttilità che esso comporta. Anzi, all'estero ci chiedono di replicarne il modello, di esportare cioè non solo prodotti e servizi, non solo cervelli, design, marchi e il know-how delle nostre aziende, ma anche d'incrementare i  vantaggi competitivi dei distretti nati dalla caparbia e lungimirante volontà delle PMI italiane, per creare un tessuto occupazionale stabile, flessibile, efficiente e integrato col territorio. In questo articolo, interessante per gli spunti in tema di internazionalizzazione delle aziende, un sintetico approfondimento in ordine alle peculiarità del nostro tessuto economico, che rappresenta la vera spina dorsale del patrimonio imprenditoriale del BelPaese. 

"Pmi e Made in Italy - Il ruolo delle Pmi nei distretti industriali".

(da Linkiesta.it, di Carlo Daveri)

Il sistema industriale italiano si basa sulla piccola e piccolissima impresa: difatti, in base ai recenti dati ISTAT solo l’1% delle aziende italiane hanno più di 250 dipendenti.

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