RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Vado in USA e devo portarmi dei farmaci: ci sono dei limiti?".

StarBene n° 20 del 20 maggio 2016

Nei prossimi mesi sarò negli Stati Uniti per lavoro, ma sono in terapia con un ansiolitico e un antidepressivo? Posso portarmeli dall’Italia e se sì, quali regole devo seguire per non avere dei problemi?

(in Starbene, n° 20 del 09.05.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«Negli Stati Uniti, l’importazione dei farmaci che possono dare assuefazione, come tranquillanti, sonniferi, antidepressivi o alcuni medicinali per la tosse, è sottoposta a una ferrea disciplina», spiega Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «In aeroporto devi dichiarare tutti alla dogana. Ogni farmaco deve essere confezionato nella scatola originale (nuova).

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MP, Staffetta al vertice del network «View net Legal».

(da MondoProfessionisti.it, newsletter Anno XI - Numero 69 - Chiusa in redazione: Giovedi 28 Aprile 2016 alle ore 16:00)

L’altro ieri, 26 aprile 2016, a Roma l’assemblea dei Partners del network ha confermato l’Avv. Alberto Bagnoli, amministrativista di Bari, a capo di View net Legal. Al suo fianco ha designato, come vice-presidente, l’Avv. Gaetano Giglio, esperto di responsabilità sanitaria. Nel Board of director, che sarà condotto da Gaetano Antonio Tasca, Avvocato aziendalista di Milano, sono entrati Simona Sacripanti e Alessandro Ferrari, Avvocato civilista di Orvieto-Terni e, rispettivamente, giuslavorista di Brescia, del Partner Studio Associato Ferrara. Riconfermati nel Board la divorzista Maria Paola Mastropieri, di Ivrea, e Salvatore Frattallone, penalista ed esperto di commercio internazionale.  Il Partners’ meeting ha poi optato per l’ingresso nell’Ufficio Studi del network della civilista Sarilena Stipo di Palmi e dell’esperto di responsabilità assicurativa Isidoro Barbagallo di Catania. Dell’Ufficio Studi fanno parte anche Fabio Marinelli di Napoli, Giuseppe Agnusdei di Pescara e Agnese Caprioli di Lecce. Questo ultimi tre Partner, peraltro, compongono, unitamente a Lorenzo Di Gaetano, Avvocato tributarista di Busto Arsizio, il collegio dei probi viri.

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Mi è stato asportato l'utero senza il mio consenso. Ma il medico poteva farlo?".

Starbene n° 19 del 02 Maggio 2016 - Articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone

Sono entrata in ospedale per una laparoscopia esplorativa perché avevo mestruazioni dolorose e emorragiche. Il chirurgo ha deciso di asportarmi l’utero, vista anche la mia età (46 anni). Io non avevo dato il consenso a questo tipo di intervento e ora, anche se non ho più dolori, sono alle prese con una menopausa chirurgica che mi sta rovinando la vita. Il medico poteva decidere al mio posto? 

(in Starbene, n° 19 del 02.05.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«Di regola, il medico non può, salvi i casi di trattamento sanitario obbligatorio, decidere al posto del paziente, che deve esprimere il suo consenso informato», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Lo prevede anche l’articolo 35 del codice etico,

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PRIVACY - HuffPost, "Come ti spio il pargolo con il GPS, ma è legale?".

www.huffingtonpost.it, 19.04.2016, di Johann Rossi Mason

da www.huffingtonpost.it, 19.04.2016, di Johann Rossi Mason*   

Come ti spio il pargolo con il GPS, ma è legale?

I genitori 2.0 hanno imparato a monitorare i figli. Controllano dove sono guardando il GPS del loro telefonino, sbirciano la loro pagina Facebook, ricevono copia di tutti i messaggi WhatsApp che si scambiano con gli amici e sanno a memoria la cronologia delle ricerche che effettuano su Google. Basta installare sullo smartphone del pargolo un invisibile software spia e il gioco è fatto, ce ne sono decine in rete. Sanno quindi in tempo reale se i figli bevono, si drogano o hanno rapporti sessuali, se non vanno a scuola o se stanno preparando un attentato terroristico (meno frequente ma non si sa mai). I software spia tolgono loro il disturbo di fare domande scomode e il fastidio di sentirsi mentire. Questo li rende tranquilli? Tutt'altro, sono genitori ansiosi e insicuri e i dispositivi di monitoraggio aumentano il loro livello di allerta che diventa cronico. Ma questo sarebbe un problema secondario, la realtà è che queste forme di controllo, anche se interessano i minori sono ai limiti della legalità. Lo spiega l'Avvocato Salvatore Frattallone, penalista ed esperto in questioni che attengono la privacy, al quale abbiamo chiesto fin dove possa arrivare il controllo.

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Ho fatto i test genetici per il tumore: devo informare mia sorella circa gli esiti?".

Starbene, n° 18 del 25.04.2016 - articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone

Ho fatto i test genetici per il tumore: devo informare mia sorella circa gli esiti?
Ho 35 anni e ho fatto un test di screening per il tumore ereditario alla mammella: è risultato che ho una mutazione del gene BRCA1. I genetisti mi hanno detto di avvertire anche mia sorella. Io, però, non le parlo da anni. Sono obbligata a informarla?

(in Starbene, n° 18 del 25.04.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«Non sei obbligata, ma è conveniente che ti metta in contatto con lei, perché la mutazione del gene BRCA 1 può essere trasmessa alle persone appartenenti alla stessa linea genetica. Quindi, anche tua sorella può averlo ereditato. 

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