Sull’ingresso della stanza per le visite dell'interruzione di gravidanza ho trovato una lista con i nomi dei prenotati, tra cui il mio. Sono rimasta sconvolta, anche perché abitiamo in una piccola città. Posso agire contro l'ospedale?
(in Starbene, n° 13 del 21.03.2016, Sportello dei diritti del paziente)
“Sì, perché hai subito un’evidente violazione della tua privacy”, risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. “Nelle sale d’attesa, o in altri locali aperti al pubblico, di ospedali case di cura o ambulatori, è vietato affliggere gli elenchi con i nomi dei pazienti, anche se non contengono la descrizione del tipo di patologia o l’intervento per cui sono in nota.
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da www.huffingtonpost.it, 23.03.2016, di Johann Rossi Mason*
La scatola nera in sala operatoria.
Di mettere sotto osservazione gli interventi chirurgici si parla già da alcuni anni e l'argomento è tornato prepotentemente alla ribalta, l'idea è quella di dotare tutte le sale operatorie di strumenti di videosorveglianza audio e video che possano rappresentare una documentazione o una prova in caso di controversie e sospetti di errori medici. L'adozione di questa misura è stata auspicata da Tonino Aceti, coordinatore nazionale di Cittadinanzattiva che ritiene che sarebbe uno strumento prezioso alla stregua della scatola nera installata negli aerei e ancor prima da famiglie di pazienti che proprio durante una operazione hanno perso figli o congiunti. Numeri importanti quelli degli errori medici: 32mila casi l'anno a cui sono seguite 30mila denunce e richieste di risarcimento e, secondo l'associazione Amami il 5,5% dei ricoveri in ospedale finisce in un decesso evitabile, tra i 30 e i 35mila l'anno. Abbiamo chiesto cosa ne pensano i diretti interessati, i chirurghi nella persona del Presidente della Società Italiana di Chirurgia, Francesco Corcione, ecco cosa ha dichiarato: "noi guardiamo con favore ad una iniziativa del genere che può servire a diminuire il contenzioso, non abbiamo obiezioni purchè poi le informazioni registrate siano analizzate da persone davvero competenti per materia e per specialità, ad esempio esperti designati dalle singole società scientifiche, una misura che servirebbe a fare maggiore chiarezza nelle cause. La seconda perplessità è relativa alla privacy, per cui sarebbe necessaria una ripresa del campo operatorio, ma anche una che riprenda i macchinari e tutto l'audio ambientale risparmiando però i lavoratori. Definiti questi aspetti io ritengo che una 'scatola' nera possa essere un ausilio importante in contesti critici e delicati in cui si ha a che fare con la vita delle persone e oltre a quella dei pazienti mi riferisco anche ai medici talora ingiustamente accusati". Mentre alcuni commenti in "camera caritatis" di medici che non vogliono essere citati suggeriscono che sapere di essere registrati impedirebbe e falserebbe una relazione fisiologica tra tutti gli attori e potrebbe essere controproducente, insomma, in sala operatoria si impreca (spesso) e si affrontano momenti critici che il più delle volte vengono superati.
Ma cosa dice la legge in merito? Ci sono problemi di privacy di cui tenere conto? "Certamente sì" spiega l'Avvocato Salvatore Frattallone del Foro di Padova e esperto in privacy "L'iniziativa di installare una "scatola nera" nelle sale operatorie è da considerarsi encomiabile sotto due diversi aspetti: quelli della finalità didattica e di quella probatoria (basti pensare ai numerosi casi di malasanità).
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