INTERNATIONAL TRADE - Italia al 56° posto nel Doing Business mondiale. Sarebbe ora che l'Italia disciplinasse le procedure concorsuali d'insolvenza transnazionale.

UNCITRAL

L’imprenditore straniero o il fondo d’investimento si pongono molte domande, al momento di valutare se mettere i propri denari in un’impresa italiana, poiché chiedono di conoscere preventivamente quali regole presiederanno all’eventuale apertura d’una procedura concorsuale, se gli affari andassero male, e come fare ad evitare la dispersione di beni della decotta società, in una situazione in cui gli organi della procedura non dialogano né si coordinano con quelli omologhi posti al di fuori dei confini nazionali e in cui l’apertura di procedure secondarie in altri Stati rappresenta un grande punto interrogativo per il creditore. Tra le riforme che l’Italia a tutt’oggi ignora, quindi, ve ne è una che invece meriterebbe tutta l’attenzione del governo e del legislatore della Penisola: serve disciplinare in modo uniforme il fallimento transnazionale, cioè il fenomeno dell’insolvenza di imprese presenti in più Stati. 

«Tenere la 56esima posizione sarà dura», ha scritto ieri Mario Sensini sul Corriere della Sera, evidenziando come «in questi mesi l’Italia ha fatto semplificazioni e riforme economiche forse come pochi altri Paesi al mondo, ma rischiamo ugualmente di scivolare giù di qualche gradino nella graduatoria della Banca Mondiale dei Paesi dove è più facile fare affari».

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INTERNATIONAL TRADE - E-commerce e autonomia privata procedimentale.

binding contract

Ogni azienda ha oggigiorno un proprio sito web, con cui si presenta all’esterno e, soprattutto, diffonde i prodotti e i servizi che costituiscono il suo core-business, facendone commercio. Ma quand’è che un contratto concluso via internet può dirsi effettivamente perfezionato? Prima di rispondere a questa domanda è necessario esaminare la natura del sito web, qualificare ordine e ricevuta, valorizzando i principi generali del commercio internazionale e l'autonomia privata delle parti. 

«Le norme sulla conclusione di contratti si applicano» - come recitano le norme vigenti in Italia sul commercio elettronico, di cui all’art. 13 del D.L.vo n° 70/2003, al quale  ambito di applicazione sono estranei (!) i «contratti conclusi esclusivamente mediante scambio di messaggi di posta elettronica o comunicazioni individuali equivalenti» - «anche nei casi in cui il destinatario di un bene o di un servizio della società dell’informazione inoltri il proprio ordine per via telematica». Dunque, se la transazione commerciale scaturisce sfruttando internet allora vige il codice civile italiano, che può dirsi ancora attuale (con la disciplina di cui all’art. 1321 e ss. c.c), a patto che la fattispecie non contenga un elemento c.d. di estraneità, tale da qualificare il rapporto commerciale come «internazionale», se uno dei due contraenti abbia sede all’estero.

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PENALE - CONVEGNO 24.03.2015 A CASTELFRANCO V.TO, FRATTALLONE: «FOCUS CRIMINALITÀ»

TIZIANA MILANI

24 MARZO 2015


C O N V E G N O


Castelfranco Veneto - Via Monfenera‎ n° 32 (Treviso) 

- “Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona”‎ -
(Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, Art. 3, Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 10 gennaio 1948) 

 
Programma

- ore 20.30: inizio convegno. - ore 20.45: introduzione del Dott. Cristian Antonello, «Perché sosteniamo Tiziana Milani, candidato sindaco della Città di Castelfranco Veneto».
- ore 20.55: intervento di Tiziana Milani, «Le tematiche della sicurezza e le criticità a Castelfranco: microcriminalità, sicurezza nelle frazioni, lotta al degrado, gestione di immigrazione e accattonaggio». 
- ore 21.10: intervento dell’Avvocato Salvatore Frattallone, penalista, «Focus criminalità: l'analisi del fenomeno, i possibili rimedi. L'aumento record dei reati nella Marca; la tenuità del fatto come nuova causa di non punibilità; i nuovi poteri del Sindaco sulla sicurezza urbana e le Ordinanze contro la mendicità invasiva, l'accattonaggio molesto, lo spaccio, il danneggiamento e il degrado, lo sfruttamento della prostituzione; le ronde anticrimine e quelle 2.0 sui social; le convenzioni con la Vigilanza privata a tutela dei beni comunali e dei beni dei privati; la rete di videosorveglianza pubblico-privata per la smart-security; l'assicurazione contro i furti; la legittima difesa domestica e l'uso delle armi».

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INTERNATIONAL TRADE - Doing business in Vietnam is very much convenient for Italian companies. The 25th VN EXPO in Hanoi.

VIET NAM

The 25th "Vietnam International Trade Fair" - Vietnam Expo 2015, which is held in Vietnam Exhibition Fair Center (148 Giang Vo Rd., Hanoi, Vietnam) in April, is one of the biggest trade promotion events. Such an event is believed to promote export import and investment. Meanwhile, Vietnam Expo plays a very important role in trade promotion activities. As the VN EXPO 2015 official site says, "With the topic “Vietnam - Enhancing Co-Operation in Asean Economic Community”, Vietnam Expo 2015 sponsored by the Ministry of Industry and Trade of Vietnam will take place from 15th to 18th April, 2015. Vietnam Expo 2015 is expected to cover 800 booths of companies from more than 20 countries and regions including Belarus, America, Russia, China, Japan, India, Thailand, Singapore, Indonesia, Korea, Taiwan, Hong Kong, Malaysia, Indonesia, Myanmar, Cuba, Cambodia, etc. Apart from foreign enterprises, Vietnam Expo 2015 is also the destination of numerous local companies, especially well-known brands. The products and items displayed in Vietnam Expo 2015 include 04 main areas: International Pavilion – Machinery & Electronics – Beverage & Propack – Textlie, Consumer goods & trade promotion. 

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PENALE - VOLUNTARY DISCLOSURE 2015, ovvero come far tornare in Italia - con l’expertise di View net Legal - i beni e le attività finanziarie detenuti «in nero» all’estero.

View net Legal - la rete professionale che vanta esperti d’eccezione in materia di antiriciclaggio, di paradisi fiscali, trust e di diritto societario, familiare e successorio, amministrativo, lavoro e tributario, commercio internazionale e penale e che sa valorizzare le diverse competenze privilegiando il lavoro d'equipe - è al fianco dei contribuenti italiani, che avranno tempo (per sanare i fatti anteriori al 30.09.2014) sino al 30 settembre 2015 per la «voluntary disclosure».

Mettiamo infatti che taluno abbia accantonato, nel corso del tempo, del contante detenendolo in banche straniere. Poniamo pure che lo stesso sia intestatario di uno o più immobili all’estero, che magari neanche affitta. Facciamo anche il caso che il cittadino italiano abbia persino a disposizione delle attività finanziarie allocate nel BelPaese, non avendole a sé direttamente intestate ma tramite la schermatura di una società fiduciaria d’oltralpe, che risulti formalmente titolare delle relative quote pur sempre riconducibili al medesimo soggetto. Si può regolarizzare la situazione? 

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