Penale

PENALE - TV7 'Speciale sera con Voi': 04.05.2021, 'Catcalling - Quando il fischio diventa molesto'.

L'Avv. S. Frattallone di "View net Legal - The hi-touch lawyers network" è intervenuto a TV7 Triveneta il 4 maggio 2021, spiegando ai telespettatori cosa si intenda per Cat-Calling e a che condizioni il fenomeno - già noto come pappagallismo, anni addietro - sia venuto alla ribalta come esternazione pubblica di sessismo e, come tale, la fattispecie possa venire inquadrata in un reato.
Su più fronti infatti, in particolare nei social network, se ne è chiesta la punibilità penale.
La casistica sembra ad oggi escludere l'automatica rilevanza penale del fatto tipico, a meno che non siano obiettivamente ravvisabili alcune caratteristiche del comportamento che lo rendono sicuramente molesto, se non addirittura criminale perchè persecutorio. Dagli studi televisivi del Gruppo Triveneta, l'Avvocato cassazionista del Foro di Padova e con Studi anche a Modena e a Roma, ha illustrato il perchè vi siano dei limiti alla sua attuale perseguibilità

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PENALE - Il cat-calling? Con la crasi dei vocaboli anglaosassoni ‘cat’ e ‘calling’ si fa riferimento alla molestia verbale rivolta prevalentemente a donne incontrate per strada.

Con un post pubblicato su un social network da parte di Aurora Ramazzotti, figlia di Michelle Hunziker e di Eros Ramazzotti, che ha denunciato d’essere stata vittima, mentre correva in un parco, di fischi e commenti sessisti, il web ha acceso i riflettori sul catcalling e, di qui, sono sorte una serie di riflessioni sul fenomeno, che ne hanno comportato la ribalta avvertendo in molti che la chiosa non passi sotto silenzio ma venga sanzionata.

Il crescente fenomeno del corteggiamento attuato con aggressività impertinente e molesta costituisce l’ultima frontiera delle violenza di genere e indica un insieme di comportamenti sgradevoli fortemente sessisti, costituiti da gesta, commenti, fischi per strada, strombazzamenti col clacson dell’auto, battute irriverenti a una donna, complimenti offensivi non richiesti né desiderati, avances esplicite: una vera e propria molestia, anzi una forma di violenza psicologica nei confronti della vittima degli apprezzamenti di cattivo gusto da parte del maschio o, più spessa del branco in aree pubbliche o aperte al pubblico (bar e  centri commerciali, mezzi di trasporto o parchi, ad esempio: in genere quindi deve trattarsi di territorio accessibile a chicchessia senza irragionevoli restrizioni  e rispettivamente, il luogo al quale può accedere una categoria di persone in possesso di determinati requisiti).

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PENALE - ‘Azione unica’ non equivale ad ‘atto unico’: suonare il campanello e bussare alla porta di casa della vittima, in rapida successione, non è reato: né molestie, né stalking.

L’azione, intesa quale modalità esecutiva della condotta delittuosa, può essere composta da uno o più atti, diretti al conseguimento di un unico risultato: l’azione può risultare dunque la una molteplicità di ‘atti’ (costituenti ciascuno, appunto, un frammento dell'azione) e, laddove essi venissero compiuti in immediata successione con l’unico fine, non sussisterebbe il delitto di atti persecutori di cui all’art. 612-bis c.p., né quello di molestie, atteso che trattasi di condotta non reiterata, peraltro priva dei requisiti, nella fattispecie, dell’insistenza o petulanza.
La Corte di Cassazione ha così stabilito (Sez. V Pen., Sent. 10.12.2020/30.03.2021, n° 12041, Pres. Sabeone, Rel. Francolin), che, per ritenere punibile il fatto, bisogna guardare al duplice criterio finalistico e temporale, diversamente dovendosi mandare assolto l’imputato. Quel che va osservato, stigmatizza la S.C., è se il comportamento della persona a cui sono stati ascritti comportamenti, asseritamente illeciti, consistano in una pluralità di azioni oppure soltanto in una singola.

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PENALE - Diffida di pagamento e delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con minaccia alla persona ex art. 393 c.p.

intimazione di pagamento

La diffida dell’avvocato può assurgere a tentativo d'estorsione?

La diffida di un avvocato nei confronti della controparte, qualora presenti un contenuto apertamente minatorio, può integrare il reato di estorsione, anche solo tentata, unicamente nel caso in cui la gravità della minaccia abbia una portata tale da annullare la volontà del soggetto che la subisce. Viceversa, nel caso in cui le minacce, finalizzate a un'eventuale transazione, non raggiungano un tale effetto, verrà a configurarsi il meno grave reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Così precisa la sentenza n. 29585 dell’8 luglio 2019 della Seconda Sezione della Corte di Cassazione. Sono ravvisabili, peraltro, dei precedenti conformi (sul punto cfr. Cass. pen., Sez. II, 05.04.2017, n° 31725; id. 03.07.2018, n° 55137): la S.C., in particolare, ha avuto l'occasione di chiarire che una condotta di minaccia illecita realizzata da un legale al fine di tutelare l’interesse legittimo del proprio assistito nei confronti della controparte potrebbe integrare il delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle persone, distinguendo lòa diversa ipotesi in cui  addirittura i possa configurare un'estorsione. Nella fattispecie,

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PRIVACY - 14.04.20, Business Lounge Aerec: 'Droni e controllo digitale'

Avv. Salvatore Frattallone LL.M.

L'Avvocato Salvatore Frattallone ha illustrato, nel corso primo Business Lounge nazionale dell‘Accademia per le Relazioni Economiche e Culturali, il delicato rapporto tra l’uso degli aereomobili senza pilota e la disciplina della tutela dei dati personali, alla luce delle note emesse da ENAC interpretative del Regolamento vigente, di quelle del Viminale e del Garante europeo per la privacy. 

L‘Avvocato Salvatore Frattallone - penalista e cassazionista del Foro di Padova, chairman del network forense «View net Legal – The hi-touch lawyers network» nonchè  presidente del distretto «Lagunare NordEst» di AEREC - ha esposto i ruoli dei vari soggetti interessati dall’uso dei droni, in particolare da parte della Polizia Municipale, piloti e operatori Sarp. L’esperto ha poi inquadrato

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