RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Posso far causa all'odontoiatra, per una fistola oro-antrale?".

Starbene n° 40 del 10.10.2016 - Art. dell'Avv. Salvatore Frattallone LL.M.

Ho dolori al volto, cefalea e secrezioni nasali continue: colpa delle cure odontoiatriche (estrazione dentaria, rialzo del mascellare e impianto di una protesi fissa) mal riuscite che, oltre a non risolvere i miei problemi, hanno creato una anomala via di comunicazione tra bocca e naso. Posso farmi restituire i soldi pagati all’odontoiatra e chiedere che mi venga risarcito un danno? 

(da StarBene, n° del 10.10.2016, Sportello dei diritti del paziente, pag. 12)

«Sì, in tema di responsabilità professionale sanitaria, il paziente può fare causa all'odontoiatra se, come nel tuo caso, le cure non sono state risolutive, o, addirittura, hanno peggiorato la situazione», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova

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PRIVACY - Geolocalizzazione, il gps dell'istituto investigativo va notificato al Garante anche se l'uso è fraudolento.

g.p.s.

Un marito ha pedinato la moglie usando la tecnologia del g.p.s., che consente di rilevare la posizione geografica di persone od oggetti mediante una rete di comunicazione elettronica. L'utilizzo del g.p.s. sarebbe avvenuto a insaputa del detective privato, un cui dipendente avrebbe consegnato al marito sospettoso sia l'apparecchio satellitare sia, in un secondo tempo, la stampata dei tracciati del veicolo della donna, oggetto dei controlli "da remoto". Il Garante ha sanzionato l'investigatore privato, perché il trattamento dei dati personali della signora è stato effettuato illecitamente, atteso il difetto di notificazione al Garante, prescritta dagli artt. 37 e 38 del T.U. Privacy.  

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - ObiettivoSalute, "Test medici per assunzione sono legali?".

Obiettivo Salute, articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone

Gentile Avvocato, sono disoccupata e faccio spesso colloqui per trovare un impiego, durante un colloquio con una multinazionale mi è stata chiesta la disponibilità a sottopormi a una serie di accertamenti medici prima dell’assunzione, come se si volessero accertare di prendere una persona che poi non si assenti per malattie, ma è regolare una richiesta del genere?

(da ObiettivoSaluteTv.it, Pubblica Sanità, L'Avvocato Risponde, 27.09.2016)

Risponde l’Avvocato Salvatore Frattallone, del Foro di Padova e Roma (www.frattallone.it)

«Tutt’altro: il comportamento dell’intervistatore che ha gestito il colloquio ha commesso un illecito, che lede il diritto alla tutela della vita privata e la dignità della persona. Il futuro datore di lavoro può raccogliere – fatta eccezione per i dati del curriculum vitae spontaneamente inviato – solo informazioni indispensabili e non eccedenti rispetto alla finalità di accertare le tue attitudini professionali come candidata.

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Registrandomi in ospedale per un ricovero mi sono state richieste notizie sulle mie convinzioni religiose. Possono farlo?".

StarBene n° 41 del 3 ottobre 2016 - Articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone

«Registrandomi in ospedale per un ricovero mi sono state richieste notizie sulle mie convinzioni religiose. Che cosa hanno a che fare queste informazioni con la mia salute? E’ giusto che lo abbiano fatto?»

>>> Ogni paziente può esercitare il diritto all'autodeterminazione terapeutica, segnalando per esempio che non vuole sottoporsi a trasfusioni di sangue.

(in Starbene, n° 41 del 03.10.2016, Sportello dei diritti del paziente, pag. 14) 

«La struttura sanitaria non è autorizzata dalla legge alla raccolta informazioni personali sul credo religioso in modo sistematico e preventivo», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Può invece essere informata su iniziativa del paziente per sapere quali prestazioni mediche erogargli, in linea con le sue convinzioni religiose. Trattandosi di un dato «sensibile», va fornito il tuo consenso a medici e infermieri che devono annotarlo in forma scritta.

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ORD. FORENSE - "L'affidamento degli incarichi legali alla luce delle novità introdotte dal D.L.vo n° 50/2016".

Nuovo Codice Appalti

(da CF NewsLetter n° 8/2016, Interventi, Nuovo Codice degli Appalti, di Antonio Mazzone e Francesco Tassone)

Il recentissimo D.l.vo n° 50/2016 (nuovo Codice degli appalti) entrato in vigore (senza alcun periodo di "vacatio legis") il 20 aprile 2016 contiene alcune previsioni innovative e/o modificative della disciplina relativa all’affidamento degli incarichi legali da parte di enti e soggetti pubblici o a questi assimilabili. In particolare, l’art. 17 del nuovo testo normativo definisce gli incarichi legali come veri e propri appalti di servizi, eliminando di fatto (o comunque restringendo fortemente) la possibilità di affidamento dei suddetti incarichi mediante la tradizionale (e per molti versi censurabile) modalità della scelta fiduciaria o "intuitu personae". In particolare, il sopracitato art. 17 esclude dall’(integrale) applicazione del nuovo codice, fra l’altro, uno qualsiasi dei seguenti servizi legali: 

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