Risponde l’Avvocato Salvatore Frattallone, del Foro di Padova e Roma (www.frattallone.it)
«Tutt’altro: il comportamento dell’intervistatore che ha gestito il colloquio ha commesso un illecito, che lede il diritto alla tutela della vita privata e la dignità della persona. Il futuro datore di lavoro può raccogliere – fatta eccezione per i dati del curriculum vitae spontaneamente inviato – solo informazioni indispensabili e non eccedenti rispetto alla finalità di accertare le tue attitudini professionali come candidata.





