INTERNATIONAL TRADE - International Trade: doing business in Oman

A sud-est della penisola araba c’è un Paese a parte, “a country apart” com’é stato definito da “The Economist”. Il suo territorio sovrano e indipendente, che si estende per oltre 300.000 km², dal Mar Arabico al Golfo Persico e che confina con Emirati Arabi, Arabia Saudita e Yemen, è raggiungibile a tre sole ore di fuso dall’Italia (due con l'ora legale). Ma l’Oman è molto di più. In questo Paese asiatico, la cui la lingua ufficiale è l'arabo (ma nei cui centri urbani l'inglese è molto diffuso), basta il passaporto italiano perché il visto d'ingresso é rilasciato anche alla frontiera, dietro versamento di un esiguo importo, parametrato alla durata del soggiorno. Ma a fare impresa all’estero non ci si improvvisa. Lo scotto sarebbe troppo alto. A capo dei suoi quattro milioni di abitanti, c’è uno degli uomini più ricchi del mondo, Qaboos bin Said al Said.

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Mi offro volontario per i test sui farmaci. In caso di effetti collaterali o rischi c'è un'assicurazione?".

StarBene n. 23 del 30 maggio 2016 - Avv. Salvatore Frattallone

«Mi offro volontario per i test sui farmaci. In caso di effetti collaterali o rischi è prevista una forma di assicurazione che mi tuteli?» 

(in Starbene, n° 23 del 30.05.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«I maggiorenni in buona salute possono iscriversi al registro dei volontari sani per sperimentare i farmaci (è previsto un esiguo rimborso spese). L’assicurazione è obbligatoria per la partecipazione alla fase 1 di uno studio», spiega Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Questa prima parte sperimentale prevede, dopo uno screening medico e prelievi del sangue per accertare lo stato di salute del volontario, la somministrazione di un farmaco sperimentale e la successiva esecuzione di esami di laboratorio. Per questo è necessario

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Il mio compagno mi ha trasmesso l'Hiv. Io non sapevo che fosse sieropositivo".

Starbene n° 22 del 23.05.2016 - Articolo dell'Avv. salvatore Frattallone

"Ho scoperto di avere l'HIV,  ma siccome sono fedele al mio compagno, ho motivo di ritenere che mi abbia contagiata con un tradimento. Come mi devo comportare?"

(in Starbene, n° 22 del 23.05.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«Il tuo compagno risponde di fronte alla legge per lesioni personali gravissime se, dopo il tradimento, aveva la piena consapevolezza d’essere affetto da sindrome di HIV ma, nonostante ciò, ha scelto di avere ripetuti rapporti sessuali con te, senza avvisarti del pericolo che stavi correndo», spiega Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «La responsabilità penale è per dolo diretto se ha voluto contagiarti di proposito (cosa improbabile); é per dolo eventuale se ha avuto rapporti sessuali

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Avevo dolori al petto e mi diedero il codice giallo, ma era infarto".

"Mi sono rivolta la pronto soccorso per forti dolori al petto. Nonostante stessi male mi hanno attribuito un codice giallo. Poi, senza effettuarmi alcun esame, mi hanno rispedita a casa con una diagnosi di mal di stomaco. In realtà era un infarto e ho rischiato la pelle. E ora?"

(in Starbene, n° xx del xx.xx.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«Potrai chiedere il risarcimento dei danni patiti per l’errata diagnosi di cui sei stata vittima. Questo è un caso di malpractice medica, che infatti, si verifica se, in presenza di uno o più sintomi di una malattia, non viene inquadrato il caso clinico, i sanitari pensano che il paziente soffra di una patologia diversa o se non effettuano controlli e accertamenti, utili per formulare una diagnosi corretta, come è successo nel tuo caso», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Rivolgiti perciò ad un avvocato, sapendo che puoi rivalerti in sede civile sia sul medico che sulla struttura sanitaria a cui ti sei rivolta e che per farlo hai ben 10 anni di tempo dal momento in cui è avvenuto il fatto. Per altro, non sarai tu a dover dimostrare il danno: spetta al medico che ti ha preso in carico al pronto soccorso provare di avere effettuato tutti i controlli necessari per arrivare ad una diagnosi corretta. Entro 5 anni potrai agire per responsabilità extracontrattuale, ma allora sarai tu a dover provare l’errata diagnosi. Nel tuo caso, potrebbe essere responsabile anche l’infermiere del triage che ti ha attribuito un codice giallo: sbagliando la diagnosi infermieristica all’accettazione, ha provocato un ritardo negli accertamenti che ti va risarcito anche se “il tempo perso” non ha influito in concreto sull’evoluzione, sul trattamento e sulla prognosi del tuo infarto, ma è stato “solo” una fonte di ansia, che rappresenta ugualmente un danno non patrimoniale. Se vuoi sporgere querela, invece, sappi che il medico viene condannato in sede penale solo se è incorso in colpa grave, mentre per colpa lieve risponde solo se abbia violato le linee guida. Perché non scatti l’assoluzione,, sarà comunque essenziale accertare che l’infarto era già in atto all’atto dell’accettazione o delle visite in pronto soccorso».

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PRIVACY - InSaluteNews, "Botte ai bambini, nuovi abusi a scuola a Bari. Servono sistemi di videosorveglianza".

nsalutenews.it, ed. 14.05.2016

(da insalutenews.it, ed. 14.05.2016) 

Il parere dell’avv. Salvatore Frattallone, penalista ed esperto in privacy
Roma, 14 maggio 2016 – Arezzo, Grosseto, Roma, Rimini e ora Bari sono i teatri degli abusi sui bambini proprio a scuola, dove dovrebbero essere educati e protetti. E dove invece vengono picchiati e maltrattati da educatori e insegnanti. Smascherati solo dalle telecamere nascoste delle forze dell’ordine. La cronaca riporta in continuazione casi di questo genere. Ci si interroga quindi sulla possibilità o la necessità di porre delle telecamere di sorveglianza in scuole, istituti, residenze sanitarie e ovunque ci siano soggetti fragili che possono essere oggetto di maltrattamenti. L’avv. Salvatore Frattallone, penalista ed esperto in diritto della Privacy a Padova e Roma, spiega ciò che è legale allo stato attuale secondo le norme. Sono sempre più frequenti casi di genitori che denunciano i maestri e gli educatori, perché avrebbero commesso reati ai danni dei loro figli. È giusto o legittimo che siano messe telecamere negli asili?
“Sono purtroppo sempre più frequenti i casi di denunce e querele all’autorità giudiziaria, sporte da parte di genitori, per abusi compiuti su minori che sarebbero stati consumati da insegnanti, da maestre e da altri operatori scolastici.

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