RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Il mio compagno mi ha trasmesso l'Hiv. Io non sapevo che fosse sieropositivo".

Starbene n° 22 del 23.05.2016 - Articolo dell'Avv. salvatore Frattallone

"Ho scoperto di avere l'HIV,  ma siccome sono fedele al mio compagno, ho motivo di ritenere che mi abbia contagiata con un tradimento. Come mi devo comportare?"

(in Starbene, n° 22 del 23.05.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«Il tuo compagno risponde di fronte alla legge per lesioni personali gravissime se, dopo il tradimento, aveva la piena consapevolezza d’essere affetto da sindrome di HIV ma, nonostante ciò, ha scelto di avere ripetuti rapporti sessuali con te, senza avvisarti del pericolo che stavi correndo», spiega Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «La responsabilità penale è per dolo diretto se ha voluto contagiarti di proposito (cosa improbabile); é per dolo eventuale se ha avuto rapporti sessuali

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Avevo dolori al petto e mi diedero il codice giallo, ma era infarto".

"Mi sono rivolta la pronto soccorso per forti dolori al petto. Nonostante stessi male mi hanno attribuito un codice giallo. Poi, senza effettuarmi alcun esame, mi hanno rispedita a casa con una diagnosi di mal di stomaco. In realtà era un infarto e ho rischiato la pelle. E ora?"

(in Starbene, n° xx del xx.xx.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«Potrai chiedere il risarcimento dei danni patiti per l’errata diagnosi di cui sei stata vittima. Questo è un caso di malpractice medica, che infatti, si verifica se, in presenza di uno o più sintomi di una malattia, non viene inquadrato il caso clinico, i sanitari pensano che il paziente soffra di una patologia diversa o se non effettuano controlli e accertamenti, utili per formulare una diagnosi corretta, come è successo nel tuo caso», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Rivolgiti perciò ad un avvocato, sapendo che puoi rivalerti in sede civile sia sul medico che sulla struttura sanitaria a cui ti sei rivolta e che per farlo hai ben 10 anni di tempo dal momento in cui è avvenuto il fatto. Per altro, non sarai tu a dover dimostrare il danno: spetta al medico che ti ha preso in carico al pronto soccorso provare di avere effettuato tutti i controlli necessari per arrivare ad una diagnosi corretta. Entro 5 anni potrai agire per responsabilità extracontrattuale, ma allora sarai tu a dover provare l’errata diagnosi. Nel tuo caso, potrebbe essere responsabile anche l’infermiere del triage che ti ha attribuito un codice giallo: sbagliando la diagnosi infermieristica all’accettazione, ha provocato un ritardo negli accertamenti che ti va risarcito anche se “il tempo perso” non ha influito in concreto sull’evoluzione, sul trattamento e sulla prognosi del tuo infarto, ma è stato “solo” una fonte di ansia, che rappresenta ugualmente un danno non patrimoniale. Se vuoi sporgere querela, invece, sappi che il medico viene condannato in sede penale solo se è incorso in colpa grave, mentre per colpa lieve risponde solo se abbia violato le linee guida. Perché non scatti l’assoluzione,, sarà comunque essenziale accertare che l’infarto era già in atto all’atto dell’accettazione o delle visite in pronto soccorso».

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PRIVACY - InSaluteNews, "Botte ai bambini, nuovi abusi a scuola a Bari. Servono sistemi di videosorveglianza".

nsalutenews.it, ed. 14.05.2016

(da insalutenews.it, ed. 14.05.2016) 

Il parere dell’avv. Salvatore Frattallone, penalista ed esperto in privacy
Roma, 14 maggio 2016 – Arezzo, Grosseto, Roma, Rimini e ora Bari sono i teatri degli abusi sui bambini proprio a scuola, dove dovrebbero essere educati e protetti. E dove invece vengono picchiati e maltrattati da educatori e insegnanti. Smascherati solo dalle telecamere nascoste delle forze dell’ordine. La cronaca riporta in continuazione casi di questo genere. Ci si interroga quindi sulla possibilità o la necessità di porre delle telecamere di sorveglianza in scuole, istituti, residenze sanitarie e ovunque ci siano soggetti fragili che possono essere oggetto di maltrattamenti. L’avv. Salvatore Frattallone, penalista ed esperto in diritto della Privacy a Padova e Roma, spiega ciò che è legale allo stato attuale secondo le norme. Sono sempre più frequenti casi di genitori che denunciano i maestri e gli educatori, perché avrebbero commesso reati ai danni dei loro figli. È giusto o legittimo che siano messe telecamere negli asili?
“Sono purtroppo sempre più frequenti i casi di denunce e querele all’autorità giudiziaria, sporte da parte di genitori, per abusi compiuti su minori che sarebbero stati consumati da insegnanti, da maestre e da altri operatori scolastici.

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Il network "View net Legal" a Torremaggiore (FG) il 13/14.05.16.

(da MondoProfessionisti.it, newsletter Anno XI - n° 77 - Chiusa in redazione: martedì 10 maggio 2016)

La responsabilità da attività sanitaria: il network View net Legal a Torremaggiore (FG) il 13/14.05.2016.

Venerdì 13 e sabato 14 maggio 2016, nello storico palazzo ducale di Torremaggiore (FG), si discuterà di “Sanità e responsabilità professionale: stato dell’arte”, nell’ambito d’un evento formativo d’alto profilo, patrocinato direttamente dall’ASL di Foggia. L’Avv. Gaetano Giglio del Foro di Foggia e l’Avv. Salvatore Frattallone del Foro di Padova, partners di View net Legal - la rete di studi professionali indipendenti, che ha in calendario un ciclo di conferenze in tutta Italia sul tema della responsabilità degli esercenti delle professioni sanitarie - daranno il loro contributo specialistico sul tema del consenso informato al trattamento medico e, rispettivamente, sui tre diversi profili del primario ospedaliero, dell’equipe medica e dello specializzando. «Le richieste di risarcimento danni, avanzate da pazienti e loro prossimi congiunti che promuovono giudizi per malasanità, rappresentano un fenomeno dilagante», dichiara l’Avv. Gaetano Giglio. Per Giglio, che è responsabile dell’area legale di Federmedici d’Europa, consigliere dell’Ordine forense di Foggia e vice-presidente del network View net Legal, «le strutture sanitarie italiane faticano a trovare compagnie che le assicurino e il personale sanitario si attrezza trincerandosi dietro la c.d. medicina difensiva, per evitare d’incorrere in potenziali guai giudiziari, e stipulando polizze che assicurino, oltreché i danni, anche l’assistenza legale, per sgravare medici, infermieri e tutto il restante personale sanitario, ausiliario e OSS) dai costi dei procedimento giudiziario per malpractice». «Le asserite responsabilità professionali si rivelano spesso infondate ma, intanto, l’ipertrofia giudiziaria nella materia della responsabilità da attività sanitaria si traduce, anche dopo la c.d. riforma Balduzzi, in una fluttuante marea d’elaborazioni giurisprudenziali», spiega l’Avv. Salvatore Frattallone LL.M., tanto che «ai procedimenti penali per malpractice fa seguito un numero infimo di condanne, alle quali fa da contraltare un elevato numero di archiviazioni, mentre nel caso in cui siano state avviate cause civili, le richieste di risarcimento dei danni subiti in via diretta dal soggetto leso (o dai suoi eredi, nell'ipotesi di decesso) sono il più delle volte spropositate e non ottengono miglior sorte. É difficile provare la sussistenza dell’errore del sanitario, ma anche ricollegare a quell’errore la produzione dell’evento dannoso e altresì tracciare l’assai labile confine fra errore e complicanza, che può sopraggiungere nel corso di un intervento, da rapportare anche alle concrete difficoltà d’esecuzione dell’operazione chirurgica. Sta per essere varata una nuova legge e prolifereranno le richieste d’accertamenti diagnostici, per rispettare protocolli e linee guida», precisa l’Avv. Frattallone, penalista, fondatore del network View net Legal e advisor del board of director, per il quale «nel penale, in cui moltissimo si gioca nella fase delle indagini preliminari, il sanitario è esonerato da colpa grave se si è attenuto alle linee guida pubblicate dal ministero dell salute. Nel civile, invece, il rovesciamento dell’onere della prova della colpa medica, che sarà posto a carico del paziente, e il dimezzamento dei termini di prescrizione, entro cui poter promuovere la causa per danni, determineranno un robusto incremento delle cause verso le strutture sanitarie, che resteranno vincolate al principio della responsabilità contrattuale e al suo regime di maggior tutela per il paziente». L’evento formativo accreditato, promosso dall’associazione Federmedici d’Europa, il cui presidente nazionale è il dott. Michele Sacco, è articolato in tre sessioni con ben ventisette relatori: I) infermieri e fisioterapisti; II) medica; III) legale e assicurativa. Maggiori info su www.viewnetlegal.com

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Ho un familiare con patologia geneticamente trasmissibile e vorrei la p.m.a.: posso chiedere una diagnosi preimpianto?".

StarBene - Articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone sulla p.m.a.

La donazione del seme o degli ovuli, dietro compenso, è ancor oggi vietata. Ancora in vigore il divieto di accesso alla fecondazione assistita per i single e le coppie omosessuali. 
"Sono sposata da anni, ma non riesco ad avere un figlio. Mi sono sottoposta ad esami e risulto fertile, ma mio marito vorrebbe ricorrere alla fecondazione assistita perché ho un familiare con  la sindrome di DiGeorge, geneticamente trasmissibile. Posso chiedere una diagnosi pre-impianto per stare tranquilla?"

(in Starbene, n° 21 del 16.05.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«Sì: il divieto, che era previsto dall’art. 4 della legge 19 febbraio 2004 n. 40, è caduto a seguito della sentenza n. 96/2015 della Corte Costituzionale», risponde Salvatore Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Oggi è ammessa la  procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo sia nel caso in cui sussista una patologia che è causa di sterilità o d’infertilità assolute e irreversibili, sia quando si tratti di coppie fertili,

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