PENALE - Il cyberbullismo è reato?

fatti&fattoidi

(da Fatti&Fattoidi.com, di Roberta Maresci, 18.12.2016)  

Quando il bullismo passa per il web diventa cyberbullismo o cyber mobbing: ma il risultato delle dinamiche tra vittima e carnefice non cambia. Anche se il cyberbullismo consiste nell’invio ripetuto di messaggi offensivi tramite sms, in chat o sui social per molestare una persona per un periodo che può essere più o meno lungo. E anche se i cyberbulli spesso sono persone che la vittima ha già conosciuto a scuola o nel proprio quartiere e che la offendono, minacciano, ricattano e diffamano, così determinando nella stessa conseguenze molto gravi, come la perdita della fiducia in se stessi, stati di ansia e depressione e, in casi-limite, addirittura il suicidio. In Italia il fenomeno sta dilagando. “I dati sono allarmanti” spiega l’Avvocato Salvatore Frattallone, penalista e LL.M., “secondo l’ultimo rapporto Istat, tra i ragazzi che usano il cellulare e internet,

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Sono rimasto vittima di un caso di cybercrime: posso pagare il riscatto per riavere i miei dati sanitari, criptati da un virus?".

StarBene n° 52 del 19.12.2016 - Articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone LL.M.

Aprendo un'e-mail che sembrava provenire da un amico ho danneggiato degli importanti dati sanitari memorizzati nel pc. Ora mi è arrivata una richiesta di riscatto per riavere i dati criptati dal virus. Posso pagare o commetto un reato?

(da StarBene n° 52 del 19.12.2016, rubrica 'Sportello dei diritti del paziente', pag. 12)

«In caso di 'cybercrime' non c'è alcun divieto di pagare il riscatto, perché sei stato il bersaglio dell'attivazione di un virus telematico che ha criptato i dati presenti nella memoria del tuo pc: il sistema informatico è stato infettato e poi sei stato vittima di una condotta estorsiva», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Questo ricatto, però, non pregiudica la tua vita o la tua incolumità quale persona fisica, ma un tuo bene: i tuoi dati sanitari.

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PENALE - Quotidiano Sanità, "Ecco come difendersi dall'aggressore rispettando la legge".

violenza alle donne - quotidiano sanità

Nel 2015 segnalati 652 mila stupri e altri 746mila casi di aggressioni sessuali contro le donne. Ma sono in aumento le donne che reagiscono e si iscrivono a corsi di autodifesa oppure che si dotano di strumenti di vario tipo, da chiavi a coltellini, oppure acquistano in rete teaser, ossia piccoli strumenti che emettono una dolorosa scarica elettrica o spray al peperoncino. Ma fino a dove ci si può spingere senza infrangere la legge?

(da quotidianosanità.it)

Sono 652mila le donne che solo nel 2015 hanno subìto il trauma di uno stupro e 746mila quelle vittime di aggressioni sessuali fortunatamente non andate a buon fine.

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - ObiettivoSalute, "La religione entra in corsia".

la religione entra in corsia

Durante un ricovero mi hanno chiesto notizie sulla mia  religione. Che cosa hanno a che fare queste informazioni con la mia salute? 

(da ObiettivoSalutetv.it, rubrica: L'Avvocato risponde, ed. del 02.12.2016) 

Risponde l’Avvocato Salvatore Frattallone del Foro di Padova e con Studio a Roma e Modena (frattallone.it)

La struttura sanitaria è autorizzata dalla legge alla raccolta informazioni personali sul tuo credo religioso solo su tua richiesta e solo in due ipotesi, mentre non può farlo in modo sistematico e preventivo. Per sapere quali prestazioni mediche erogarti, in linea con le tue convinzioni religiose, devi prima ricevere – salvi i casi d’urgenza – una informativa, con cui ti spiegano le conseguenze che derivano dal tuo eventuale rifiuto a fornire i dati personali obbligatori e le informazioni facoltative.

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Il mio datore di lavoro può accedere ai miei dati sanitari?".

StarBene n° 50 del 05.12.2016 - Articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone LL.M.

Il mio datore di lavoro mi ha lasciato intendere di sapere che sono gravemente malata, ma io non lo avevo detto a nessuno, lo sanno solo i medici che mi hanno in cura. Ha titolo per accedere ai miei dati sanitari?

(da StarBene n° 50 del 05.12.2016, rubrica: Sportello dei diritti del paziente, pag. 14)

Il tuo datore non ha titolo per accedere al tuo dossier sanitario telematico e, se lo ha fatto, ha commesso un reato perché il Garante della privacy ha vietato a soggetti non autorizzati di conoscere i tuoi dati, che sono sensibili: puoi denunciarlo e chiedergli i danni≫, risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. ≪Il portale web Progetto Tessera Sanitaria è protetto e, per motivi di cura, possono accedervi solo il tuo medico di base, medici ospedalieri, farmacisti e infermieri.

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