Penale

PENALE - L'interrogatorio dell'indagato quale indagine suppletiva ordinata dal G.I.P. al P.M. ex art. 409, co. 4, c.p.p.

interrogatorio
La natura istruttoria dell'interrogatorio dell'indagato è a tutt'oggi controversa.
Non è quindi abnorme – ha sancito la S.C., pronunciatasi sulla vexata quaestio lo scorso 19.06.2013 il provvedimento con cui il G.I.P. abbia demandato al P.M. il compimento di siffatto atto di indagine, che peraltro non comporta di per sé la stasi del procedimento: invero, l'Ordinanza con cui il G.I.P. non accolga la richiesta di archiviazione, disponendo le nuove indagini mediante interrogatorio dell'indagato non determina alcuna alterazione della struttura logico-giuridica del processo penale, atteso che la remissione degli atti dal G.I.P. al Pubblico Ministero per un approfondimento istruttorio è espressamente contemplata dall'art. 409, co. 4, c.p.p.
Nello stesso senso, di recente, anche Cass. Pen., Sez. II, 28.09/13.10.2011 n° 36936, rv. 251139.

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PENALE - Sull'estensione del diritto di querela a chi consegna il bene pur non essendone proprietario.

appropriazione indebita di camper

Il sistema processuale penale italiano è governato dalla regola della procedibilità d'ufficio dei reati, ovverosia automatica, secondo il principio della obbligatorietà dell'azione penale.
Per alcuni tipi di delitti, però, l'iniziativa del Pubblico ministero è subordinata al fatto che la persona offesa manifesti, entro un determinato termine, la volontà di far perseguire il responsabile dell'illecito penale.
In tale caso (come pure in quelli - diversi - in cui occorrano l'istanza o la richiesta) l'impulso al procedimento deriva dalla presenza della "condizione di procedibilità". Ma a chi spetta la querela?
Nel particolare caso di bene oggetto di appropriazione indebita, che sia stato consegnato al reo da persona che, seppur diversa dal proprietario, ne avesse la detenzione legittima e autonoma, la titolarità del diritto di sporgere la querela spetta anche a tale soggetto.

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PENALE - D.L. 08.08.13 su furto d'identità digitale, violenza di genere, stalking, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, violenza sportiva, rapine, furto di rame.

Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana

La Presidenza del Consiglio comunica che: il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 10.35 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta dei Ministri dell’interno Angelino Alfano, del lavoro e politiche sociali, Enrico Giovannini e della giustizia, Annamaria Cancellieri, un decreto legge che, sulla scia di precedenti esperienze legislative che nel corso della XVI legislatura hanno dato vita ad interventi di variegata natura e finalità, e tuttavia connotati dalla unitaria esigenza di porre mano alle più evidenti necessità di prevenzione e contrasto di fenomeni delinquenziali divenuti particolarmente acuti, reca un “pacchetto” di misure urgenti che mirano ad affrontare, da diverse angolature, una serie di problematiche riguardanti la pubblica sicurezza in una chiave di difesa dei soggetti più deboli ed esposti.

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PENALE - Danneggiamento informatico, cancellazioni di dati recuperabili, intervento di ripristino e delitto ex art. 635-bis c.p.

file eraser

Per la Cassazione, "il lemma "cancella" - che figura nel dettato normativo di cui all'art. 635-bis c.p. - non può essere inteso nel suo precipuo significato semantico, rappresentativo di irrecuperabile elisione, bensì nel gergo informatico di rimozione da un certo ambiente di determinati dati, in via provvisoria attraverso il loro spostamento nel cestino o in via definitiva mediante il successivo svuotamento dello stesso. Neppure tale ultima operazione può, in realtà, definirsi davvero tale, poiché anche dopo lo svuotamento del cestino, i files cancellati possono essere recuperati, seppure unicamente attraverso una complessa procedura tecnica, richiedente l'uso di particolari sistemi applicativi ed avente quale presupposto specifiche conoscenze nel campo dell'informatica".
Penalmente, dunque, il reato di danneggiamento di dati informatici va ascritto al dipendente che abbia "cancellato" un numero rilevante di dati dal computer affidatogli dal datore di lavoro per motivi lavorativi, ancorché i file siano stati poi rinvenuti in conseguenza dell'intervento di un tecnico informatico specializzato.

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PENALE - Inidoneità dei meri controlli della Guardia di finanza ad attestare l'impossibilità di adempiere agli obblighi di assistenza familiare.

violazione degli obblighi di assistenza familiare

La Sesta Sezione della Suprema Corte, con la pronuncia qui sotto riportata, ha stabilito che va ritenuta "l'inidoneità dei controlli della Guardia di Finanza a dimostrare l'impossibilità di adempiere" laddove essi siano stati posti dall'obbligato a fondamento dell'asserita sua indigenza nella contrazione del reddito: infatti, se il giudice civile abbia adottato delle "diverse determinazioni" e abbia così "aumentato l'importo posto a carico dell'interessato", non se ne può inferire per ciò solo "l'impossibilità di adempiere".

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