PENALE - Sulla rilevanza penale della truffa contrattuale.

Si riesce a distinguere il mero inadempimento contrattuale dalla truffa che, a differenza dal primo (che ha rilievo soltanto civilistico), costituisce reato penalmente rilevante? E qualora si tratti contratti di durata (ed anche in quelli, più in generale, ad esecuzione differita o continuata) serve - sempre e soltanto - il c.d. dolo iniziale? Il delitto in tali diversi casi, invero, si consuma (anche) quando l'attività decettiva sia posta in essere anche dopo la stipula del contratto, perché il reo, ponendo in essere artifizi e raggiri, non tende a "nascondere" solo il proprio inadempimento, tranquillizzando l'ingannato, ma tende - al contrario - ad ottenere dall'altra parte contrattuale prestazioni che questa non avrebbe effettuato se non fosse rimasta vittima di quell'attività fraudolenta. Ciò a differenza di quanto accade nei contratti ad esecuzione istantanea (nei quali in cui l'esecuzione avviene, per ciascuno dei contraenti, in un'unica operazione), ove il dolo, appunto, dev'essere soltanto iniziale. Finalmente una esauriente risposta è giunta dalla Suprema Corte, con la Sentenza n° 29853/2016, che ha formulato il seguente principio di diritto: "nei contratti ad esecuzione istantanea si ha truffa contrattuale allorchè l'agente ponga in essere artifici e raggiri al momento della conclusione del negozio giuridico, traendo in inganno il soggetto passivo che viene indotto a prestare un consenso che altrimenti non sarebbe stato dato. Di conseguenza, ove tale tipologia di contratti sia stipulata senza alcun artifizio o raggiro, l'eventuale successiva attività decettiva finalizzata a nascondere l'inadempienza costituisce solo illecito civile. Al contrario, nei contratti sottoposti a condizione o in cui l'esecuzione sia differita, o non si esaurisca in un'unica prestazione, è configurabile il reato di truffa anche nei casi in cui l'attività decettiva sia posta in essere durante la fase di esecuzione del contratto al fine di conseguire una prestazione altrimenti non dovuta o al fine di far apparire verificata la condizione".
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 Cass. Pen. Sez. II, Sent., 23.06/14.07.2016, n° 29853

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Durante un colloquio di lavoro mi è stato chiesto di sottopormi ad esami medici. E' legale?"

StarBene n° 39 del 19 Settembre 2016 - Articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone

Durante un colloquio di lavoro, il capo del personale mi ha chiesto la disponibilità a sottopormi a una serie di accertamenti medici, per escludere malattie gravi. É legale?

>>> Un’agenzia per il lavoro non può richiedere esami clinici ai candidati. Se lo fa e viene segnalata al Ministero del Lavoro, rischia la chiusura.

(da StarBene, n° 29 del 19.09.2016, rubrica: Sportello dei diritti del paziente, pag. 12)

«No: nei tuoi confronti è stato commesso un illecito, che lede il diritto alla tutela della vita privata e la dignità della persona», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Il futuro datore di lavoro può raccogliere solo le informazioni indispensabili per accertare le tue attitudini professionali. 

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MP - Un hub tra mercato, studio diffuso ed elevata specializzazione. L'evoluzione di View net Legal

(da MondoProfessionisti.it, newsletter del 08.09.2016, Anno XI - n° 146)

Commercio internazionale, responsabilità sanitaria e disciplina di convivenze ed unioni civili: sono questi i settori di eccellenza ai quali intende dedicarsi nei prossimi mesi il network forense View net Legal. Ma anche valorizzare l’unicità del network, che rappresenta un modello di successo, quello dello «studio legale diffuso». Lo ha deciso il Board of Director, riunitosi ieri nella centralissima sede nazionale a Montecitorio. Il Board é composto dagli Avvocati

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Posso avere copia della cartella clinica del mio compagno, ricoverato in ospedale e ora in coma?".

StarBene n° 38 del 12 Settembre 2016 - Articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone

«L'uomo con il quale ho avuto due figli e sottoscritto un "contratto di convivenza" è stato ricoverato per un malore e adesso é in coma. Ho diritto, in caso di morte, di chiedere all’ospedale la sua cartella clinica?»

(in Starbene, n° 38 del 12.09.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«Sì: in base agli artt. 36 e 39 della legge n° 76/2016 (in vigore dal 5 giugno scorso), come convivente di fatto hai diritto ad accedere alle informazioni personali relative al tuo compagno», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Per farlo ti basta presentare ala direzione sanitaria una richiesta di presa visione

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Il medico di base ha sbagliato diagnosi e mi ha dato una cura sbagliata. Chi paga?".

StarBene n° 37 del 05 Settembre 2016 - Articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone

«Mi sono sentita male e sono andata dal mio medico di base che mi ha visitato, ma non ha capito che avevo un’ischemia cerebrale. Così mi ha dato una cura sbagliata e io ho riportato dei danni. Chi ne risponde?»

(in Starbene, n° 37 del 05.09.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«L’Azienda sanitaria locale», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «L'ASL è responsabile civilmente (art. 1228 c.c.) degli errori diagnostici che il medico generico commette,

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